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ASSICURAZIONE RC AUTO: LA TRASPARENZA E I COSTI

Le reazioni suscitate dagli aumenti dei premi dell’assicurazione r.c. auto hanno indotto il Governo ad intervenire con un provvedimento che non entra nel merito dei fattori causali dell’attuale dinamica del prezzo, ma è diretto piuttosto a rendere più visibile la concorrenza praticata dalle imprese in questo settore. Ed infatti, l’iniziativa del Governo muove proprio dalla constatazione, suffragata dai monitoraggi ufficiali effettuati dall’ISVAP, che il mercato della r.c.auto è animato da una effettiva, vivace concorrenza che consente agli utenti di scegliere, anche sulla base della sola convenienza economica, l’assicuratore con cui stipulare la copertura avendo a disposizione un elevato numero di opzioni.
L’obiettivo principale del Governo è pertanto quello di agevolare la confrontabilità dei diversi prezzi, attraverso l’obbligo per le imprese di pubblicizzare alcuni premi di riferimento relativi a determinate figure-tipo di assicurati per un primo generico orientamento, da perfezionarsi poi con le informazioni più puntuali desumibili dalle tariffe e dalle condizioni di contratto che le imprese già pubblicizzano obbligatoriamente (per disposizione dell’ISVAP) presso i rispettivi punti vendita, obbligo che verrà ora sancito con disposizione di legge.
Le imprese si attrezzeranno ovviamente per dare attuazione alla nuova normativa in modo da mettere a disposizione degli assicurati tutte le informazioni necessarie ad orientarne le scelte anche in funzione delle più specifiche personalizzazioni applicate dalle diverse imprese alle varie tipologie di rischio.
Ma a parte ciò, resta completamente aperto il problema che è alla base dell’aumento del prezzo dell’assicurazione e che va individuato nell’aumento progressivo dei costi dei risarcimenti generati dagli incidenti stradali. Da questo punto di vista, la concorrenza sta già svolgendo un’azione importante, perché, evitando politiche indifferenziate nella fissazione dei prezzi, mitiga in parte il fenomeno degli incrementi tariffari, dando ampie possibilità di trovare sul mercato le offerte più convenienti per ogni singola tipologia di rischio.
La competizione tra le imprese incontra peraltro un limite obiettivo nei fattori di costo estranei all’organizzazione aziendale (frequenza degli incidenti e costi dei relativi risarcimenti), rispetto ai quali anche le migliori tecniche di gestione non possono incidere più di tanto.
Del resto, che i conti non tornino nella r.c.auto lo dimostrano i dati di bilancio: 2300 miliardi di perdite nel solo 1998, un rapporto sinistri a premi del 102%, vale a dire che su 100 lire di premio incassate le imprese ne pagano 102 per sinistri, in conseguenza del vertiginoso aumento del costo medio dei danni che sia dai dati di bilancio che dalle rilevazioni statistiche risulta aumentato dal 1997 al 1998 di ben oltre il 10%.
Questi sono i dati su cui occorre riflettere prima di ritenere non giustificati gli aumenti del prezzo.
Come intervenire allora efficacemente sui fattori di costo, sterilizzandoli al massimo ed evitando le continue rincorse degli assicuratori per attenuare lo squilibrio della gestione tecnica?
Le misure da intraprendere sono state evidenziate più volte. Si tratta in buona sostanza di agire sui costi dei risarcimenti:
riducendo i valori risarcitori attualmente applicati nella valutazione delle lesioni fisiche di lieve entità (che rappresentano il 70% dei sinistri con danni a persona), ora ipervalutate del tutto ingiustificatamente;
dare impulso, a questo fine, al disegno di legge di iniziativa governativa sul danno alla persona, che giace da mesi in Parlamento senza che sia iniziata neppure la discussione preliminare;
dare maggiore ausilio agli assicuratori nella lotta alle frodi ed alle speculazioni diffuse;
intervenire seriamente nel campo della prevenzione degli incidenti stradali, con iniziative di educazione stradale e di controllo e repressione di comportamenti scorretti nell’uso dei veicoli e delle strade.
Questi fattori, tipicamente esogeni rispetto all’attività d’impresa, sono le cause principali dell’attuale dinamica tariffaria: vogliamo prenderne atto e tentare di risolvere il problema con cognizione di causa?

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